Ripple, la criptovaluta delle istituzioni finanziarie

Ripple è una piattaforma che fornisce un sistema di trasferimento fondi. Il protocollo è nato per le istituzioni finanziarie ed è dedicato principalmente ad esse. Con lo stesso termine ci si riferisce pure alla criptovaluta, caratterizzata dal codice XRP.

Logo ripple
Il logo di Ripple (fonte Wikimedia Commons)

Ripple è una delle criptovalute a maggior capitalizzazione del mercato. In realtà con questo nome ci si riferisce alla piattaforma, che gestisce un sistema di trasferimento fondi dedicato principalmente alle istituzioni finanziarie. Tuttavia quando si parla di ripple ci si usa riferire pure (in modo un po’ improprio, quindi) alla sua moneta digitale, contraddistinta dal codice XRP.


La piattaforma nasce per le istituzioni finanziarie e bancarie in particolare. Non a caso è spesso definita la “criptovaluta delle banche”. Vediamo in questa guida cos’è e dove si può acquistare Ripple.

 

SEGUI –  Valore Ripple: prezzo e grafico


Ripple, cos’è

Ripple, appunto, è un protocollo transazionale basato su una blockchain che permette il trasferimento di asset e fondi. Il token di questa tecnologia, l’XRP, è comunemente identificato con lo stesso nome della sua piattaforma.

La tecnologia è stata sviluppata da Ripple Labs, un’azienda californiana. Proprio per questo, a differenza di molte altre criptovalute, quella di Ripple non può essere definita una piattaforma decentralizzata. Discorso analogo può essere fatto per la sua moneta. Dietro al progetto e alla sua gestione non c’è infatti una community di sviluppatori, come succede in generale per le altre criptovalute.

L’iniziativa nasce nel 2014, dalle ceneri di Ripplepay, un’esperienza analoga. Mira a diventare un’alternativa più efficace ed efficiente – in termini di costi e immediatezza  – al protocollo SWIFT, la società per le telecomunicazioni finanziarie interbancarie mondiali che mette in contatto le varie istituzioni creditizie nazionali quando vengono inoltrati dei bonifici.

Le transazioni del protocollo Ripple, che potrebbe essere utilizzato come infrastruttura tecnologica per il mondo bancario e le reti di pagamento globali, avvengono praticamente in tempo reale.

Qui trovate il white paper di Ripple, il documento che ne traccia le principali caratteristiche.

Qui l’account Twitter ufficiale, qui le discussioni su Reddit.


L’emissione – preminata – di XRP

XRP, la criptovaluta Ripple, è stata già totalmente creata, in gergo tecnico è stata “preminata”, in 100 miliardi di unità. Queste monete non sono però tutte già sul mercato, ma sono state e saranno distribuite in modo progressivo.

Non tutti i token saranno però collocati sul mercato: il 20% dell’offerta complessiva di moneta – quindi circa 20 miliardi di pezzi – rimarrà nelle mani della società americana che ha creato e gestisce la piattaforma.

Ripple, dove comprarla

La criptovaluta XRP è decisamente diffusa e scambiabile su moltissime piattaforme. Da Bithumb a Bitfinex, passando per Coinone, Binance, Poloniex e HitBTC. Si può investire in XRP sia utilizzando le valute fiat (dollaro, euro, sterline e così via) che ricorrendo a bitcoin e ethereum.

Le strade per comprare Ripple sono quindi sostanzialmente 2: o depositare su un exchange un’altra criptovaluta come bitcoin o ethereum o inviare del denaro, tramite un bonifico, su una piattaforma. Per i criptoinvestitori italiani Kraken potrebbe essere una soluzione accessibile se di propende per questa seconda via, visto che accetta bonifici su un conto con codice IBAN tedesco.  Una volta arrivato il denaro sull’exchange si procederà con un ordine di acquisto.

Infine è possibile convertire direttamente Ripple da una qualsiasi altra criptovaluta su ShapeShift.

Grafico di Ripple

Qui il grafico della criptovaluta XRP:

Come si conservano gli XRP

Come per ogni criptovaluta bisogna sempre tener presente che non è buona norma conservare i propri averi sugli exchange. Possono essere vittime di attacchi hacker, come già successo in passato, o essere protagonisti di frodi loro stessi (e anche in questo caso non sarebbe una novità.

Urge quindi dotarsi di un wallet. Tra i più sicuri in circolazione ci sono quelli hardware, come il Ledger Nano S o il Trezor Bitcoin Hardware (ma quest’ultimo non supporta Ripple). La sicurezza è insita nel fatto che il dispositivo firma le transazioni offline e quindi le chiavi private di ognuno non sono esposte sulla rete.


GUIDA: Ledger Nano S, cos’è e come si usa